La cultura e l'informazione digitale coreana nella stampa italiana

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Per leggere il primo articolo di Segantini,
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“I

l patrimonio culturale valorizza il marchio di un Paese.” Questa affermazione del Ministro della cultura Choe Kwang-sik è apparsa come titolo nell’edizione del 7 maggio 2012 del quotidiano italiano CORRIERE DELLA SERA, come parte di un servizio sulla cultura coreana e sulle varie attività del Ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo.

“L’investimento nei beni culturali può dare una spinta alla crescita economica nel lungo periodo” continua la citazione di Choe. Il ministro è stato intervistato dall’inviato Edoardo Segantini verso la fine di aprile 2012 dopo una lezione tenuta da Choe sui fiumi della Corea e sulla loro rilevanza culturale. Segantini era stato presente alla lezione come parte di una visita di un’intera settimana in Corea, in vista del cinquantesimo anniversario dei rapporti diplomatici fra la Corea e l’Italia.


Per leggere il secondo articolo di Segantini,
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“L’ambito dell’attività del nostro ministero spazia dalla promozione della cultura e delle arti all’aiutare la diffusione della musica pop coreana.” ha detto Choe, che ha anche identificato l’Hallyu (한류 «Onda coreana») come un componente chiave dell’espansione dell’influenza della Corea nell’arena mondiale.

In realtà, il termine coreano Hallyu e l’equivalente inglese Korean Wave che indicano una certa influenza culturale (musiche pop, drammi televisivi, film) che la Corea potrebbe avere su un’altra nazione, sono termini noti in Estremo Oriente, ma da noi sono praticamente sconosciuti. A parte qualche raro esempio nel campo cinematografico (il regista Kim Ki-duk e pochi altri), da noi sono conosciuti i molti prodotti tecnologici coreani (automobili, televisori, computer, telefonini, frigoriferi, ecc.), ma non sembra che vi siano influenze culturali evidenti da parte della Corea sulla nostra cultura, e di conseguenza sembra assurdo pensare che una maggior diffusione dei prodotti coreani nel nostro paese sia dovuta proprio a questo fattore dell’«Onda coreana».

In un articolo pubblicato nel CORRIERE DELLA SERA alcuni giorni dopo, Segantini ha ancora una volta acceso le luci della ribalta sulla Corea, ma questa volta sulle impressionanti innovazioni che stanno avendo luogo nei settori dell’informatica e dell’informazione digitale. L’articolo del 12 maggio 2012, intitolato “L'utopia (riuscita) della biblioteca digitale”, presentava la Biblioteca digitale nazionale di Seul, nota in Corea anche come Dibrary.

“La Dibrary è un modello esemplare di infrastruttura e servizi di biblioteca digitale, che si distingue da progetti simili in Asia, come anche in Europa.” scrive Segantini. La «zona creativa» della Dibrary, che dà agli utenti accesso agli strumenti digitali necessari per produrre e modificare audio, video e perfino giornali, ha ricevuto un grande elogio da parte di Segantini.

Il CORRIERE DELLA SERA ha definito la Biblioteca digitale coreana una "utopia" riuscita (e, aggiungiamo noi, fa un accenno a un progetto italiano simile, “quello della Beic, la Biblioteca Europea di Informazione e Cultura, pensata nel 2004 come struttura d’eccellenza, poi non finanziata e rimasta sulla carta”).

“La Dibrary è un simbolo dello spirito creativo e imprenditoriale della Corea”. Citando, fra gli altri, i livelli record di connettività Internet e mobile, Segantini afferma che l’obiettivo di una politica nazionale tendente a raggiungere un secondo rinascimento economico entro il 2020 sembra essere per la Repubblica di Corea una “ambizione fattibile”. E conclude dicendo: “L’Italia farebbe bene a prendere in considerazione il «modello digitale coreano»”.

Si invitano i lettori a collegarsi all’archivio del Corriere della Sera per leggere direttamente i due interessantissimi articoli di Edoardo Segantini selezionando i link presenti nella didascalia delle due immagini presentate qui sopra.


Tratto da “Korean culture, IT spotlighted in Italian press” pubblicato il 23 maggio 2012 nel sito governativo Korea.net. Testo di Kwon Jungyun. Qui pubblicato con autorizzazione del Korea Culture and Information Service, che si riserva il copyright sull'intero contenuto della proprio sito. Riferimento: Korea.net.

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© Valerio Anselmo