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Folclore


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Una visita a questo negozio, che si trovava a Myŏng-dong, ma che si è trasferito a Insa-dong, vi permette di risolvere i vostri problemi di souvenir.

Dimostrazione di antiche arti marziali
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La ricostruzione della partenza degli inviati per il Giappone
Il Festival Chosŏn Tonsinsa che si è tenuto a Pusan, oltre che una manifestazione per attirare turisti, sembra assumere un valore più profondo.

Giorno del risveglio dal letargo invernale
Usanze e tradizioni del primo giorno del terzo dei 24 termini solari dell'anno.


Museo folcloristico

Il Museo Nazionale del Folclore, costruito nel 1972 nello stile tradizionale dell'architettura coreana, ospita oltre 4.300 esposizioni suddivise in 3 gruppi: nella prima sala, che comprende la storia del popolo coreano, sono illustrati i modi di vita dei coreani dai tempi preistorici al regno di Chosŏn, nella seconda sala sono esposti oggetti che hanno a che fare con la vita di ogni giorno, come vestiti, cibo e case, mentre nella terza sala sono presentati i principali episodi della vita dei coreani, cioè la nascita, la crescita, il raggiungimento della maturità, una cerimonia nuziale e un servizio in memoria dei defunti.

Dove: il Museo del Folklore si trova a Seul, 1-ga, Sejongno, Chongno-gu (all'interno del palazzo Kyŏngbokkung).

Villaggi folcloristici

Oggi, che con la modernizzazione del paese i villaggi tipici sono andati man mano scomparendo, i cosiddetti “villaggi folcloristici” mantengono le tradizioni e i modi di vita del passato. Preservano le antiche abitazioni con i tetti all'insù e le più umili capanne con i tetti di paglia. Di solito possiedono anche un piccolo museo del folclore locale che illustra le particolarità tipiche della regione.

Questi villaggi si trovano tutti fuori dalle grandi città, ma sono facilmente raggiungibili con il pullman o col treno e poi con autobus locali.

Vengono qui illustrati i seguenti 6 villaggi:

Villaggio Hahoe, Andong

Situato nei pressi del fiume Naktong, non lontano dalla città di Andong, il villaggio Hahoe è una comunità dove i discendenti del clan Ryu sono vissuti per oltre 600 anni. Il nome del villaggio, che significa “villaggio circondato dall'acqua” deriva dal fatto che la zona è racchiusa in un'ansa del fiume che così la circonda. Il villaggio è famoso per la bellezza dell'ambiente e per i numerosi studiosi che vi sono nati.

Le strade del villaggio si dipartono radialmente in tutte le direzioni a partire dal centro e le case del villaggio sono rivolte in tutte le direzioni. Questo è molto strano perché le case coreane normalmente sono rivolte a Sud. Oltre alle capanne col tetto di paglia, esistono case coperte di tegole, appartenenti a famiglie di classe superiore: queste comprendono gli alloggi per la servitù, le stanze per i membri maschili della famiglia, stanzette per gli ospiti, la zone per le donne e i bambini e un tempietto.

Altra caratteristica del villaggio, che dipende dalla zona fluviale in cui è stato costruito, è il fatto che, per costruire i muri non venivano impiegate pietre, ma fango e legno. Si dice anche che, essendo il villaggio a forma di fior di loto, non venivano usate le pietre perché altrimenti queste avrebbero fatto affondare il fiore, e quindi il villaggio.

Nel villaggio vengono eseguite danze tipiche e cerimonie sciamaniche (kut) ogni domenica dalle 14 alle 15 (dalle 16 alle 17 da giugno ad agosto).

Dove:il villaggio di Hahoe si raggiunge con pullmann di linea o per ferrovia fino ad Andong in circa 3 ore e mezzo e poi con un autobus locale.

Villaggio Yangdong, Kyŏngju

Yangdong è un villaggio tradizionale, fondato nel quindicesimo secolo sul fianco di una collina. Il villaggio fu fondato dai membri di due clan, il clan Son di Kyŏngju e il clan Yi di Yŏgang.

Secondo il rigoroso sistema che governava i ranghi sociali, la casa del primo figlio si trovava situata nel luogo più alto e più bello, mentre quelle degli altri membri della famiglia si trovavano più in basso, in accordo con il loro rango. Le case con i tetti di paglia erano quelle dei servi e si trovavano ai piedi della collina.

Secondo una leggenda locale, quando l'antenato del clan Son venne in questo villaggio e decise di costruirvi la propria casa, l'esperto in geomanzia da lui incaricato scelse questo luogo e disse che i luoghi fertili non erano adatti come luoghi natii di grandi uomini. Predisse anche che tre uomini famosi sarebbero nati in questo luogo. In questa casa nacquero infatti due personaggi importanti: un certo Son Chung-don che fu ministro e Yi Ŏn-jŏk (1491-1553), uno dei grandi saggi della Corea, parente dei Son per lato di madre. Siccome il clan insiste che il terzo grande uomo che dovrà nascere qui dovrà portare il cognome Son, non viene tuttora permesso alle figlie maritate di partorire i propri figli in questa casa.

Dove:il villaggio di Yangdong si raggiunge con pullman di linea o per ferrovia fino a Kyŏngju in 4 ore e mezzo, e poi con un autobus locale.

Villaggio Nagan-ŭpsŏng, Sunch'ŏn

Il villaggio di Nagan-ŭpsŏng vicino a Sunch'ŏn nel 1626 costruì una fortezza in pietra per proteggere gli abitanti dalle invasioni straniere. Mentre la maggior parte delle fortezze coreane erano costruite sul fianco ripido di una montagna, questa fu costruita praticamente fra le risaie. Le pietre usate per costruire il muro della fortezza sono pietre naturali che misurano da uno a due metri. Il muro è alto 3-4 metri e l'intero perimetro misura 1.410 metri. Questa fortezza ha resistito agli assalti per più di quattrocento anni.

All'interno si trovavano edifici governativi, 108 case dove vivevano soldati, funzionari e civili, e in più c'era un edificio dedicato all'istruzione. C'erano inoltre torri, un mercato e vari negozi che si sono conservati finora. È un villaggio tipico del regno di Chosŏn.

Le 9 case civili che rimangono rivestono un grande interesse culturale perché conservano caratteristiche che sono poi scomparse nel resto della Corea, come uno speciale pavimento in legno tipico della parte meridionale del paese, una camera con pavimento di terra battuta, oltre ai muri in pietra che collegavano le case.

Nel villaggio si tengono varie manifestazioni, come l'evento Taeborŭm che ha luogo il 15º giorno del primo mese dell'anno lunare, il Festival folcloristico che si effettua in maggio, e un Festival gastronomico che ha luogo in ottobre.

Dove:il villaggio di Nagan-ŭpsŏng si raggiunge con pullman di linea o per ferrovia fino a Sunch'ŏn in 5 ore e 20 minuti, e poi con un autobus locale.

Villaggio Ch'ŏnghaktong, monte Chirisan

Il villaggio di Ch'ŏnghaktong è costituito da poche case abbarbicate su una delle pendici del monte Chiri. Qui gli oltre 140 residenti, appartenenti a 23 famiglie, conservano le antiche tradizioni della Corea nella loro vita di ogni giorno. Vestono i costumi tradizionali, che sono bianchi, i giovani si legano i capelli con dei nastri, gli uomini anziani li legano con un nodo, mentre le donne fanno il chignon.

Spiritualmente, queste persone vivono seguendo i principi del confucianesimo, del buddismo e dello Zen. Rifiutano gli eccessi della civiltà moderna e seguono lo stile di vita tradizionale del confucianesimo. Alle 5 tutte le mattine si riuniscono davanti al grande altare sotto il Picco delle Tre Divinità. Ad ognuna delle 24 suddivisioni stagionali, tutti i residenti fanno il bagno in acqua fredda e prendono parte a una cerimonia.

Le case, costruite con pareti di argilla, sono allineate e coperte di paglia. Il fumo che si leva dai camini dove brucia fuoco di legna di sera e di mattina conferisce al paesaggio un che di poetico e di nostalgico.

Dove:il villaggio di Ch'ŏnghaktong si raggiunge con pullman di linea o per ferrovia fino a Chinju in 6 ore circa, poi si prende un autobus locale e infine si prosegue a piedi.

Villaggio Sŏng-ŭp, isola di Cheju

Il villaggio Sŏng-ŭp, che si trova ai piedi del monte Halla nell'isola di Cheju, è circondato da un muro in pietra con tre porte, a Est, Ovest e Sud. Ognuna delle porte ha quattro statue di pietra in forma umana, tipiche dell'isola (si veda la figura a lato). All'interno del villaggio vi è un ufficio governativo dal quale si dipartono due viali, uno con direzione Nord-Sud, l'altro con direzione Est-Ovest. Vi sono poi un edificio per il tribunale e uno per la scuola, e circa 300 case private. Le case hanno, all'ingresso, un arco di pietra senza porta, anch'esso tipico dell'isola. Quando il padrone di casa esce, mette attraverso questo arco due o tre pali per indicare che nessuno è in casa.

Siccome nell'isola di Cheju ci sono forti venti, i muri di pietra che circondano le case sono costruiti molto bassi. I tetti sono di paglia coperta da reti con grossi nodi, per evitare che il vento li scoperchi. Lo spazio sotto il pavimento viene usato come porcilaia, e vi vengono allevati dei maiali che fanno in pratica la funzione di pattumiera.

Nell'isola di Cheju vi sono altre cose interessanti, come macine da mulino azionate dai cavalli e numerose antiche pietre tombali. Notevoli sono anche i canti popolari, i giochi e il vitto locale.

Dove:per raggiungere l'isola di Cheju da Seul, il mezzo più comodo è l'aereo. Una volta a Cheju, il villaggio di Sŏng-ŭp si raggiunge con una corriera locale.

Villaggio Yong-in, Seul

A soli 41 km da Seul, questo villaggio folcloristico, creato appositamente per i turisti, è il luogo ideale per vedere come vivevano i coreani 500 anni fa.

Vi sono circa 270 case di campagna di tutte le regioni, che illustrano quale fosse la vita della gente di campagna e dei funzionari governativi. Vi sono anche case di ricchi contadini e magioni di famiglie nobili e sono esposti circa 32.000 oggetti tipici di quell'epoca.

Lo stile di vita dei secoli passati è illustrato da manichini a grandezza naturale: sono stati ricostruiti ambienti quali una prigione, la stanza usata per le interrogazioni e lo spiazzo che serviva per le esecuzioni.

Nel mercato vengono serviti ai turisti cibi e vini coreani tradizionali. In tutte le stagioni vengono poi eseguite rappresentazioni e manifestazioni folcloristiche interessanti, fra cui la gara degli aquiloni, la gara nazionale di altalena, la musica paesana, spettacoli acrobatici, cerimonie nuziali tradizionali.

Il villaggio è aperto dalle 9.00 alle 19.00 (da novembre a febbraio dalle 9.00 alle 18.00).


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© Valerio Anselmo