Finalità dei razzi e dei test nucleari del Nord Corea



Il giornalista Sohn Gwang-Joo.

S

ohn Gwang Joo è un giornalista sudcoreano esperto di Nord Corea, direttore dell’Istituto di ricerca sulla strategia per l’unificazione della Corea, i cui articoli chiariscono spesso i misteri che ancora avvolgono il regime della dinastia Kim della Corea del Nord.

L’articolo che viene qui proposto mostra con grande lucidità quale sia la posizione della Corea del Sud in questi giorni difficili e chiarisce quale sia il ruolo dei razzi a lunga gittata e degli ordigni nucleari del Nord Corea per la stessa sopravvivenza del ferreo regime di Kim Jong-un.

Il testo dell’articolo

A proposito del terzo test nucleare della Corea del Nord si devono chiarire due punti chiave.

Il primo è che la strategia nucleare del Nord Corea è ora giunta al terzo stadio. Il primo stadio era quello di sviluppare armi nucleari e il secondo quello della loro produzione di massa. Il terzo, e ultimo, è quello di installare una testata nucleare leggera su un missile. Il riiuscito lancio del missile balistico intercontinentale (ICBM) ‘Unha-3’ ha garantito alla Corea del Nord il mezzo per l’invio e, mentre non sanno ancora come ottenere il rientro dall’atmosfera, incombe su di noi [sudcoreani] il compito di prepararci per quando anche questo accadrà.

Tuttavia è interessante notare che molti esperti nucleari sembrano pensare che la capacità complessiva della Corea del Nord sia ancora ad uno stadio “elementare”. La verità, però, è che ciò non è per niente “elementare” per quanto riguarda la Corea del Sud.

Come Ministro degli Esteri della Repubblica di Corea, Kim Sung Hwan ha detto il 4 febbraio 2013 a un comitato dell’Assemblea Nazionale: “Nel 2010 le attrezzature [per l’arricchimento dell’uranio a Yongbyon] furono rese pubbliche e, se speculiamo basandoci su quel fatto, allora appare chiaro che abbiano da allora estratto una certa quantità di uranio arricchito adatto per le armi.”

Nell’autunno del 1996 la Corea del Nord firmò un accordo segreto con il Pakistan per importare la sua tecnologia di arricchimento dell’uranio. Questo fatto fu rivelato nella testimonianza del defunto Hwang Jang Yop, e anche lo scienziato nucleare pakistano Dr. Kahn in seguito lo confermò, dicendo che la tecnologia di arricchimento dell’uranio di Pyongyang è la stessa di quella usata dal Pakistan. Stando così le cose, possiamo presumere che la Corea del Nord sia andata sviluppando armi nucleari con uranio arricchito per quasi dodici anni. Nei circoli tecnici si pensa che le loro riserve di uranio di alta qualità siano notevoli e, inoltre, siccome il regime di Kim enfatizza così pesantemente la politica dei militari ponendola al primo posto, non c’è dubbio che una grande quantità della ricchezza della nazione sia stata destinata al loro sviluppo.

Così, anche se si pensa che la Corea del Nord abbia acquisito da non molti anni una tecnologia funzionante per l’arricchimento dell’uranio, resta ragionevole presumere che abbiano già un certo numero di queste armi, ciò che il defunto Hwang descriveva come “sufficiente per usarne alcune e averne ancora altre avanzate”. C’è da chiedersi perché facciano questo.

Dopo tutto, anche dal punto di vista strategico militare, la Corea del Nord non ha motivo di mantenere tante armi nucleari quante ne hanno gli Stati Uniti o l’Unione Sovietica. Sarebbe più che sufficiente averne una manciata con cui minacciare la Corea del Sud, il Giappone e le forze statunitensi nel Pacifico occidentale. In fin dei conti, chiunque pensi che la Corea del Nord abbia veramente intenzione di attaccare il territorio degli Stati Uniti resterà chiaramente deluso.

Allora, perché il Nord Corea sta producendo un missile balistico intercontinentale chiamato ‘Unha-3’ in grado di raggiungere la costa occidentale degli Stati Uniti? Naturalmente, è allo scopo di negoziare con Washington. Questa è la seconda ragione che sta dietro il terzo test nucleare.

Un missile ICBM che possa raggiungere gli Stati Uniti e una testata nucleare leggera sono entrambi una chiara e attuale minaccia agli Stati Uniti. A causa di questo, gli Stati Uniti non hanno scelta che di mettere la Corea del Nord nella lista dei ‘nemici con cui dobbiamo negoziare, che ci piaccia o no’.

Senza questa minaccia, non ci sarebbe per Pyongyang altro modo per ottenere l’attenzione di Washington. Un Nord Corea senza armi nucleari è semplicemente un regime gravato da problemi economici, che tormenta la propria gente con violazioni dei diritti umani, soffrendo defezioni e alle prese con una mercificazione dal basso verso l’alto. Solo con le armi nucleari sono in grado di mantenere il loro regime, nascosto al mondo. Questo è come mantengono la propria popolazione in catene: attraverso la tensione militare.

Ma, al di là di questo, lo scopo ultimo del regime nordcoreano è quello di “mangiare” la Corea del Sud. Il vincitore finale della partita fra le due Coree sarà chi guadagna il controllo dei 75 milioni di persone della penisola coreana. Fino a quando la partita non sarà terminata, è certo che la lotta di potere fra le due Coree continuerà. Questa è la vera essenza degli ultimi 60 anni di relazioni inter-coreane.

In verità, l’unica cosa che impedisce al regime nordcoreano di “mangiare” la Corea del Sud sono gli Stati Uniti, ragion per cui loro vogliono che gli Stati Uniti se ne vadano e stanno cercando di farlo accadere mediante un trattato di pace tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord e l’abrogazione dell’alleanza militare fra la Repubblica di Corea e gli Stati Uniti. Che ciò sia realistico o no, questa è la loro unica strategia di sopravvivenza.

Di conseguenza, la Corea del Nord ha bisogno di negoziare direttamente o indirettamente con gli Stati Uniti. Le loro affermazioni sono di recente cambiate: la Commissione della difesa nazionare del Nord ha rivelato il 24 gennaio 2013 che il proprio missile e i test nucleari sono diretti contro gli Stati Uniti. Non ci sono più segreti, hanno detto.

La Corea del Nord ha così chiaramente affermato un desiderio di cambiare lo schema della penisola coreana da ‘penisola denuclearizzata’ a quello di ‘penisola sotto un trattato di pace imposto dal Nord’. Se questo fosse un dramma, diremmo certo che ci troviamo al terzo atto.

Il primo atto si è avuto negli anni 90, quando ha cominciato a venir fuori la prima crisi nucleare della Corea del Nord, fino all’incontro di Ginevra del 1994. Il secondo atto è iniziato nell’ottobre del 2002, quando James Kelly ha visitato la Corea del Nord, ed è finito con la visita di Siegfried Hecker nel novembre 2010.

Nessuno sa quanto durerà il terzo atto o quale sia il copione dettagliato. Sembra, però, che le minacce del Nord Corea stiano diventando più semplici e più aggressive. Allora, a questo punto, che possiamo fare?

Semplicemente, la Corea del Sud, gli Stati Uniti e la Cina devono riunirsi e spingere il Nord Corea verso una riforma e verso l’apertura. Le armi nucleari del Nord Corea sono state create unicamente per mantenere il regime, o, più precisamente, per salvaguardare il leader supremo. 23 milioni di nordcoreani sono vittime di questo processo. Quanti nordcoreani potremmo veramente dire che hanno bisogno di armi nucleari? Sono certo che la maggior parte della gente è più interessata a vivere bene sotto un regime aperto.

Tuttavia, le armi nucleari e il regime nordcoreano sono collegati troppo strettamente: l’uno non può vivere senza l’altro. Quindi non pensiamoci più. La cosa importante qui è che la popolazione nordcoreana voglia riformarsi e aprirsi. Se la Corea del Sud, gli Stati Uniti e la Cina si focalizzassero sulla riforma, più che concentrarsi sull’eliminazione delle armi nucleari, allora 23 milioni di nordcoreani starebbero dalla loro parte. Gli oppositori sarebbero solo il milione di persone che beneficiano dello status quo.

La Corea del Sud, gli Stati Uniti e la Cina devono porsi come obiettivo questa strategia. Devono, come ho detto, promuovere la riforma, l’esposizione alle forze di mercato e il libero flusso di informazioni. Se tutti si focalizzassero su questo, ci vorrebbero solo pochi anni per risolvere il problema. Nella penisola coreana comincerebbe senza dubbio una nuova era.


Aggiornamenti del 12 febbraio 2013

Un forte terremoto segnala lo scoppio del terzo ordigno nucleare nordcoreano


Lo scoppio dell’ordigno nucleare rilevato dai sismografi nella Corea del Sud

Esattamente a due mesi di distanza dall’invio del razzo intercontinentale Unha-3, il 12 febbraio 2013 un terremoto di intensità 4,9 della scala Richter avvenuto alle 11:58 del mattino (ora locale) nel sito dei test nucleari della contea di Kilju, nella regione Hamkyung del Nord, lascia credere che la Corea del Nord abbia condotto il suo terzo test nucleare.

L’attività sismica è risultata superiore a quella che si era verificata in occasione dei due precedenti test nucleari del 2006 e 2009. Secondo funzionari sudcoreani, la Corea del Nord lunedì 11 febbraio 2013 aveva informato in anticipo gli Stati Uniti e la Cina sul test nucleare che sarebbe stato effettuato il giorno dopo.

Alle 13 (ora locale) il presidente sudcoreano Lee Myung-bak ha convocato una riunione di emergenza per discutere quale debba essere la risposta della Corea del Sud. Parimenti, alle Nazioni Unite è stato convocato in giornata il Consiglio di sicurezza per discutere di questo terzo test nucleare del Nord Corea.

Il biasimo del mondo su questo test nucleare si espande. Il presidente Obama ha definito l’ultimo test nucleare del Nord Corea un atto altamente provocatorio che minaccia la sicurezza degli Stati Uniti e la pace internazionale. La Cina si è unita agli Stati Uniti, al Giappone e alla Corea del Sud nel condannare il test. Il ministro degli esteri cinese, Yang Jiechi, ha detto che Pechino era "fortemente insoddisfatta e risolutamente opposta" al test e ha chiesto al Nord di porre fine alla sua retorica bellicosa e ad azioni che potrebbero peggiorare la situazione, esortandolo a tornare invece il più presto possibile al dialogo e alla consultazione.

In anticipazione del test nucleare, pochi giorni prima era stato diffuso su YouTube un video nordcoreano di propaganda che mostra in sogno una città americana in fiamme per l’arrivo di un razzo del Nord Corea.

Il Nord Corea ammette di aver effettuato il test nucleare

L’agenzia di informazioni nordcoreana KCNA ha comunicato nella mattinata che la Corea del Nord “il giorno 12 febbraio dell’anno Juche 102 (2013) ha effettuato con successo un terzo test nucleare sotterraneo nel sito dei test nucleari settentrionale”. L’articolo biasimava gli Stati Uniti dicendo che “il test nucleare è stato effettuato come parte delle misure intese a salvaguardare la sicurezza e l’indipendenza del paese e per poter fare i conti con i vili e ostili atti degli Stati Uniti che hanno violato il diritto legittimo della nostra Repubblica di effettuare pacifici lanci di satelliti.”

E proseguiva chiarendo che: “a differenza di quanto era stato fatto in passato, per questo test è stato usato un dispositivo miniaturizzato e leggero, anche se di una enorme potenza esplosiva.”


Tratto da “Pursuing the Trust of the 23 Million” di Sohn Gwang Joo, pubblicato in data 8 febbraio 2013 da DailyNK.
La notizia dello scoppio della terza bomba atomica è stata tratta da vari siti Internet in data 12 febbraio 2013.

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© Valerio Anselmo