Ratificato l’accordo di libero scambio fra UE e Corea del Sud
dalla newsletter di marzo 2011


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o scorso 17 febbraio il Parlamento Europeo ha concluso a larghissima maggioranza la procedura di ratifica dell’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Corea del Sud. Tale accordo, che in questi giorni è all’esame dell’Assemblea nazionale coreana per la relativa approvazione, entrerà pienamente in vigore a partire dal 1º luglio del corrente anno.

Il Free Trade Agreement fra Corea del Sud e Unione Europea è destinato ad eliminare, nei prossimi cinque anni, le tariffe doganali sul 98% di gran parte dei beni e servizi oggetto di interscambio fra le due parti, ivi inclusi i prodotti agricoli; ciò dovrebbe portare ad un incremento del volume di affari per l’UE di circa 19 miliardi di euro, permettendo agli esportatori comunitari di risparmiare €1,6 miliardi annui in dazi non pagati portando l´interscambio fra le due parti a più che raddoppiare nei prossimi 20 anni.

Nel dettaglio, si stima che gli esportatori di macchinari risparmieranno €450 milioni annui, quelli di prodotti chimici €150 milioni e €60 milioni quelli del settore tessile.

L’Unione Europea, inoltre, esporta un discreto valore di prodotti agroalimentari quali carni suine (240 milioni di euro in valore), whisky (176 mil. euro) e derivati del latte (€99 mil.). Ad oggi, solo il 2% dei prodotti agroalimentari non è soggetto a dazi.

Le tariffe sul vino, come già segnalato su uno dei precedenti numeri di questa newsletter, saranno totalmente eliminate dal primo giorno, mentre quelle sul whisky lo saranno nel giro di tre anni.

Gli esportatori europei di prodotti agricoli risparmieranno almeno €380 milioni di dazi non pagati ogni anno.

Nell’accordo, peraltro, saranno inclusi anche settori quali la tutela della proprietà intellettuale, il government procurement, gli standard in tema di lavoro e la tutela dell’ambiente.

Fra i settori cosiddetti “sensibili” (in particolare per l’Italia) che trarranno beneficio dall’accordo c’è quello dell’automobile, per il quale l’FTA consentirà non solo di eliminare la tariffa dell’8%, ma anche di vendere modelli realizzati con le specifiche comunitarie senza che vengano effettuati ulteriori test di compatibilità con gli standard locali. Peraltro, vista l’importanza del settore, viene istituito un monitoring committe con il compito di verificare e, nel caso, segnalare l’introduzione di misure che possano avere l’effetto di barriere non tariffarie.

Altro settore per noi particolarmente delicato è quello del tessile. Fino ad ora la tassazione per l’import in Corea su tessile e abbigliamento è stata, in media, del 13% con un aggravio annuo per gli esportatori europei pari a circa 60 milioni di euro; le tariffe per questo settore saranno per la gran parte abolite già da subito.

Anche nel caso dell’elettronica ci saranno indubbi vantaggi dal momento che verranno eliminate tutte le doppie procedure in materia di test e certificazioni, oltre alle tariffe doganali relative all’elettronica di consumo come televisori, computer, telefonia ecc. (prodotti questi di cui, però, la Corea è esportatore netto). Inoltre l’FTA prevede che vengano riconosciuti gli standard europei nel settore dell’information technology rendendo possibile, in questo modo, una maggiore penetrazione dei prodotti europei nel mercato locale.

È importante notare, in ogni caso, che contestualmente alla ratifica del trattato il Parlamento europeo ha approvato anche una clausola di salvaguardia che consente all’Unione Europea di sospendere ulteriori riduzioni tariffarie o, addirittura, ripristinarle allo status quo ante, laddove si verifichi un aumento tale delle importazioni dalla Corea che rischi di costituire un serio danno per i produttori comunitari.


Tratto dalla Newsletter del mese di marzo 2011 dell’Istituto Nazionale per il Commercio Estero, sede di Seul

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© Valerio Anselmo