Congiuntura: Indicatori economici 2010
dalla newsletter di marzo 2011


C

ome già nel 2009, anche il 2010 è stato caratterizzato da una politica di espansione fiscale attuata dal governo coreano che ha visto una spesa del 60~70% del budget statale nella prima metà dell’anno. Secondo l’OCSE, durante il primo semestre del 2010 la Corea ha registrato uno dei tassi di crescita del PIL fra i più alti al mondo con +7,6%. Il dato di fine anno, seppur ridimensionato, ha comunque superato le previsioni dei maggiori istituti economici coreani attestandosi ad una crescita del 6,1%, il risultato più positivo in 8 anni.

Per quanto riguarda i consumi, i dati complessivi del 2010 ci dicono che la crescita è stata di +4,1%. La stabilità del won, il mercato azionario in rialzo e la tenuta dei prezzi delle abitazioni hanno contribuito a sostenere la fiducia dei consumatori.

Gli investimenti in impianti e strutture del 2010 sono tornati a crescere dopo 2 anni di stagnazione, con una significativa variazione del +24,5%, grazie all’aumento della domanda estera di prodotti coreani. Per il 2011 i primi 30 gruppi industriali coreani hanno intenzione di investire la cifra record di 101 mld USD, un aumento di +12,2% rispetto al 2010. In particolare i fondi destinati alla ricerca e lo sviluppo dovrebbero aumentare del 26,6%. Fra i motori di sviluppo di prossima generazione particolare attenzione verrà data ai settori dell’ambiente e dell’energia rinnovabile.

Nonostante queste cifre positive, uno sviluppo costante del Paese è messo a rischio da tre variabili chiave: un’irrefrenabile inflazione, l’indebitamento privato e la disoccupazione giovanile.

L’inflazione media del 2010 è stata del 2,9%, ma quella che riguarda i prodotti alimentari freschi è stata di un allarmante 21,3%, causata dall’inverno particolarmente rigido che ha provocato l’apprezzamento delle materie prime nei mercati internazionali. L’aumento dell’inflazione è stato attribuito anche alle politiche di espansione fiscale e monetaria attuate dal Governo, che hanno fatto circolare una quantità eccessiva di denaro liquido innescando la girandola della spesa e conseguente lievitazione dei prezzi al consumo. Secondo il Fondo Monetario Internazionale l’inflazione in Corea è prevista crescere più velocemente rispetto a tutti gli altri Paesi OCSE a partire dal 2012, per un aumento medio annuo del 3% per un periodo di 4 anni. Per porre rimedio il Governo ha avviato una serie di misure anti-inflazionistiche volte a contenere i prezzi dei beni di largo consumo e a monitorare i costi dei servizi pubblici.

Secondo gli ultimi dati del 2010 l’indebitamento privato ha raggiunto quasi il totale del PIL (circa 874 mld USD), ponendo un ostacolo concreto alla crescita economica, anche alla luce del fatto che la Banca di Corea ha alzato ulteriormente i tassi di interesse di ¼ di punto percentuale, diventando attualmente del 3%.

Nel 2010 il tasso di crescita degli occupati è stato il più rapido in 6 anni con una crescita dell’1,4% rispetto al 2009. Per contro, la disoccupazione è aumentata con un tasso del 3,7%, il dato più alto dal 2005. Rimane inoltre preoccupante il tasso dei giovani disoccupati della fascia d’età fra i 15 e i 29 anni, che continua a essere superiore all’8% per il secondo anno consecutivo.

Il reddito pro-capite del 2010 si presume sia tornato al di sopra dei 20.000 USD (la cifra ufficiale non è stata ancora resa pubblica) grazie alla ripresa dell’economia e del valore del won sui mercati internazionali.


Tratto dalla Newsletter del mese di marzo 2011 dell’Istituto Nazionale per il Commercio Estero, sede di Seul

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© Valerio Anselmo