La festività di Chusŏk

Nota: Cliccando su un carattere cinese studiato nelle scuole medie ne viene visualizzata la scheda.


Q

uanti di voi hanno lavorato nel giorno di Ferragosto? Quasi nessuno, credo. Per i coreani la festività di Chusŏk (추석 ), che è il corrispondente del nostro Ferragosto e che cade il 15 agosto (o meglio, il quindicesimo giorno dell’ottavo mese) del calendario lunare, è altrettanto sacra. Forse, e si capirà subito il perché, ancora più sacra che da noi.

Chusŏk, che letteralmente significa “luna d'autunno”, è inizialmente, come da noi, la festa del raccolto, una festività agricola che serve per riposarsi dopo le fatiche della mietitura. Ma, mentre da noi oggi il Ferragosto significa andare in vacanza al mare o in montagna, in Corea significa far visita alla propria famiglia originaria in campagna, ai genitori, ai nonni, ai parenti. È quindi una festa che ha qualcosa in comune con il nostro Natale, se così si può dire. È la più grande festività coreana, il giorno della riunione delle grandi famiglie, una festa che è osservata ovunque, sia in città che in campagna.

Nel 2000 il giorno di Chusŏk è capitato il 12 settembre del nostro calendario. Nel calendario lunare estremo-orientale, infatti, i mesi non coincidono con i nostri. Il capodanno lunare, per esempio, cade di solito in gennaio inoltrato o all'inizio di febbraio. Il 12 settembre del 2000 in Corea, allora, nessuno ha lavorato, se non gli addetti ai servizi essenziali. Se vi foste collegati su Internet con i giornali coreani, vi sareste accorti che non solo il 12 settembre, ma già da qualche giorno prima e fino a un paio di giorni dopo gli stessi quotidiani digitali in Rete non cambiavano le notizie. Tutto si ferma come da noi a Ferragosto, quindi, ma lo spirito è diverso.

Se foste invitati a trascorrere il Chusŏk presso una famiglia coreana, dovreste dare una mano nella preparazione dei dolci di riso tradizionali, i cosiddetti songp'yŏn, che vengono cotti a vapore su uno strato di aghi di pino. Sedersi attorno al tavolo a preparare i songp'yŏn è una tradizione di questa festività e un modo per condividere calore e amicizia con gli altri.

Come festa agricola per il raccolto, è l'occasione propizia per recarsi nei luoghi d'origine della propria famiglia a rendere omaggio alle tombe degli antenati e ringraziarli per l'aiuto che hanno concesso dall'aldilà.

Dal punto di vista del cibo che si prepara e si consuma in questa occasione abbiamo già citato i songp'yŏn, dolcini di riso che di solito hanno la forma di una mezzaluna. È un dolce che ricorda il sapore di casa e certamente i coreani all'estero in questa occasione provano nostalgia per il loro paese al solo pensiero di queste delizie.

I songp'yŏn vengono serviti alla fine di un pasto in cui compaiono piatti di carne e vegetali, come ad esempio il sanjŏk, carne e vegetali su spiedini (vedi la figura a lato), o i vegetali fritti e conditi con olio di sesamo e sale, o ancora i kalbi chim, uno sfufato di costolette di bue, e poi la zuppa di taro, molto nutriente. Oltre a questi cibi, non manca in tale occasione la frutta appena raccolta: mele, pere e cachi.

Quando il pasto di Chusŏk volge alla fine, quindi, vengono serviti i dolci, che sono consumati accompagnati da una bevanda alcolica, il sikhye, ottenuta dal riso fermentato.

I songp'yŏn sono molto facili da preparare. Il riso appena raccolto viene macinato e mischiato con acqua per formare un impasto. Piccoli pezzi di questa pasta vengono poi schiacciati per formare cerchi di circa 6-7 centimetri di diametro. I cerchi di impasto vengono riempiti con una pasta composta da nocciole tritate, fagioli rossi, sesamo o castagne, e viene poi data loro una forma di mezzaluna. Vengono infine posti in una casseruola e fatti cuocere a vapore. Come si è detto all'inizio, spesso vengono posti su un letto di aghi di pino che, durante la cottura, danno loro una particolare fragranza. Talvolta, prima di essere consumati, vengono spalmati con un po' di olio di sesamo.

La famiglia riunita attorno al tavolo nella preparazione dei dolci la sera prima di Chusŏk è una scena coreana tipica, comune oggi come lo era in passato. Si dice che se i songp'yŏn che si preparano sono belli, allora chi li ha preparati incontrerà un marito o una moglie di bell'aspetto. Per questo motivo i giovani cercano di confezionare i loro dolci in modo che si presentino al meglio.


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© Valerio Anselmo