L’inchiostro rosso che ha fatto funzionare il governo coreano
Una mostra di preziosi timbri e sigilli degli uffici governativi del passato

I timbri sono stati in Corea un elemento essenziale per il funzionamento degli uffici. Appena arrivato in Corea nel 1965 mi dovetti far fare un timbro, indispensabile per aprire un conto corrente in banca. La firma non veniva ancora considerata valida. Cliccare qui per vedere la pagina sui miei sigilli coreani.
Questa pagina interesserà soprattutto chi risiede in Corea e potrà andare a visitare direttamente la mostra, ma può essere utile anche a chi abbia semplicemente un interesse per la storia di quel paese.

Nota: Cliccando su un carattere cinese studiato nelle scuole medie ne viene visualizzata la scheda.


O

ggi la gente si preoccupa che la carta stia per scomparire, per il motivo che si sta facendo tutto tramite il computer: biglietti di auguri, annunci, corrispondenza e perfino documenti governativi.

Ma, prima dei tempi moderni, l’unico mezzo che uno stato aveva per trasmettere in modo affidabile ordini e informazioni ai militari e ai ranghi inferiori era attraverso la carta. E l’unico modo per assicurarsi che questo canale vitale non fosse interrotto era mediante l’utilizzo di un sigillo ufficiale.


Sigilli come quelli che si vedono qui erano l’unico modo per assicurare che lettere riservate, o gli ordini di un superiore, fossero genuini.

Nella vecchia Corea, il timbro apposto sulla carta era estremamente importante, dal momento che conferiva potere e credibilità a quanto era su di essa scritto.

Questi sigilli soppiantarono l’usanza antica di altri simboli, come l’impronta della mano, e aprirono la strada alle firme, tanto che in certi paesi è considerata strana l’usanza coreana di registrare un sigillo presso un ufficio governativo e fare affidamento su di esso per provare la propria identità.

Naturalmente, i sigilli governativi sono in uso ancora oggi in Corea, ma li si vede solo in contesti specifici. Di solito noi vediamo solo l’inchiostro rosso dei timbri che lasciano impressi e non i sigilli stessi.

Ma, se vivete in Corea e queste tracce di una pratica un tempo diffusissima vi interessano, allora è necessario che facciate un salto al Museo dei Palazzi Nazionali della Corea dove c’è una mostra speciale di sigilli governativi del periodo Joseon (1392-1910) iniziata lo scorso mese di dicembre 2009 e che proseguirà fino al 15 febbraio 2010. I funzionari del museo dicono che si tratta della prima mostra che si occupa esclusivamete di sigilli governativi.


La mostra di timbri governativi del passato della Corea continuerà al Museo dei Palazzi Nazionali fino al 15 febbraio 2010.

Per chi considera poco importanti i sigilli, o perfino per chi pensa che siano tutti uguali, il curatore della mostra Kim Yeon-soo dice: “Alcuni pensano che l’argomento sia troppo difficile o profondo, ma chi abbia anche un minimo interesse per la storia, troverà nella mostra degli spunti interessanti, perché i sigilli e i documenti con i timbri hanno giocato un ruolo chiave nella storia coreana. E, anche se la storia non vi interessa, riuscirete a dare uno sguardo alla vita nei palazzi reali, il che quasi sempre affascina i visitatori”.

A partire dalla sua apertura nel 2005, il Museo dei Palazzi Nazionali della Corea ha ospitato una mostra permanente sulla vita nei palazzi coreani al tempo della dinastia Yi di Joseon. Oltre a quella, sono state organizzate finora nove mostre speciali. I funzionari del museo dicono che la mostra tenuta nella prima parte del 2009 sui motivi e le decorazioni reali ha riscosso un notevole successo.

Mentre i funzionari del museo ammettono che la mostra sui timbri e i sigilli possa non risultare interattiva o eccitante come le precedenti esposizioni, danno molto valore al tempo e agli sforzi impiegati per la creazione della raccolta.

Secondo Kim, il museo ha impiegato vari anni a raccogliere i sigilli e i relativi documenti dai luoghi in cui si trovavano, sparsi un po’ in tutto il paese. I loro sforzi hanno dato come risultato un insieme di 160 sigilli usati in 71 uffici governativi durante il periodo Joseon.


I timbri apposti sulla decorazione ricevuta dall’autore del sito nell’ottobre del 2004
(possesso privato © V. Anselmo)

Esistevano timbri per classificare i documenti ufficiali, sigilli incisi con il nome dell’organizzazione, perfino sigilli che mostravano l’approvazione dello stesso re.

Fra questi, i sigilli che erano più usati e che di conseguenza risultano più consumati, sono quelli che arrivano dagli organismi chiamati Ijo (이조 ) e Hojo (호조 ). L’Ijo sovrintendeva all’assunzione dei funzionari ufficiali, mentre lo Hojo si occupava delle finanze.

La mostra presenta anche quale ruolo importante avessero i timbri. Tutti i timbri venivano prodotti solo dal Yejo (예조 ), un organismo governativo che sovrintendeva agli affari didattici, diplomatici e culturali.

Il Gyeonggukdaejeon (경국대전 ), il libro dei codici statali della dinastia Yi di Joseon, specificava chiaramente quali dovessero essere le dimensioni dei sigilli. Organismi o funzionari di maggiore importanza avevano dei sigilli più grandi.

Il libro contiene anche un avvertimento: “Chiunque cerchi di contraffare un sigillo deve essere decapitato e i membri della sua famiglia venduti come schiavi”. E queste non erano delle vuote minacce, specialmente nei momenti di conflitto: sono state trasmesse molte storie sulle dure punizioni messe in atto contro i contraffattori. In seguito, i disegni dei sigilli ufficiali rispecchiarono gli improvvisi cambiamenti attraverso i quali passò la Corea con l’arrivo dell’Impero coreano (1897-1910) e la colonizzazione giapponese (1910-1945).

Se vi siete mai chiesti come funzionasse lo stato coreano prima della televisione, di Internet su fibre ottiche e dell’e-governo, fate un salto al museo e provate a decodificare il linguaggio dei sigilli.

L’ingresso è libero, con informazioni in inglese disponibili su richiesta. Per maggiori dettagli, visitate www.gogung.go.kr (in inglese) o chiamate, in Corea, il numero (02) 3701-7634~5.


Tratto da “The Crimson Ink That Once Fueled Korean Government”, in Korea, Dicembre 2010 (testo originale di Kim Hyung-eun). Pubblicato con autorizzazione del Korea Culture and Information Service, che si riserva il copyright sull'intero contenuto della rivista. Riferimento: Korea.net.

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© Valerio Anselmo