Forse ci sono segni di cambiamento nella Corea del Nord


S

econdo la dottoressa Oh Kongdan, ricercatrice presso l’Istituto statunitense per le analisi della difesa, il nuovo leader nordcoreano Kim Jong-un e la sua giovane moglie Ri Sol-ju hanno fatto un grande lavoro nell’alzare le aspettative della comunità internazionale riguardo a un cambiamento nella Corea del Nord.

La dottoressa Oh Kongdan, esperta di cose nordcoreane

In un’intervista rilasciata il 23 novembre 2012 al quotidiano Daily NK a proposito dell’influenza che la moglie possa avere su un marito leader di una nazione come la Corea del Nord, la dottoressa Oh ha detto che esiste un precedente che sembra negare che la consorte possa avere grande importanza nel condizionare le decisioni del marito e ha citato Asma al-Akhras che, nata in Inghilterra e moglie del presidente siriano Bashar al-Assad, per molti anni si è occupata in prima persona di eventi caritativi, ma anche politici e diplomatici, ma non è riuscita a ispirare alcun serio cambiamento nel paese.

“Sarebbe una bella cosa se la moderna ed elegante moglie di Kim Jong-un potesse condurlo verso le riforme e l’apertura del paese”, ammette la dottoressa Oh, ma aggiunge che “Ora non è il momento di essere ottimisti o pessimisti, è il momento di stare semplicemente ad osservare e aspettare.”

Oh mette l’accento sul fatto che, se Kim Jong-un vuole la riforma, allora deve abbandonare l’intera eredità che ha ricevuto da suo nonno e da suo padre, e aggiunge che la chiave di tutto qui è la vera riforma che emerge fra il popolo di coloro che, nel loro paese, hanno diritti acquisiti e influenza (persone che ella chiama «Repubblica di Pyongyang») e quelli che non hanno quei diritti e quella influenza (definiti da lei «Non-repubblica di Pyongyang»).

Oh, che vive in Virginia (USA), aggiunge ancora che, se vi saranno improvvisi cambiamenti nella Corea del Nord, gli Stati Uniti interverranno.

Quanto sopra il parere dell’esperta di cose coreane, che sembra non volersi sbilanciare più di tanto. Secondo il parere di chi vi scrive, invece, ultimamente qualche segno di cambiamento c’è stato, come quelli che sono stati indicati in precedenti pagine di questo sito: l’annunciata riforma agraria, l’intervista rilasciata dal nipote del leader, la ripresa dei lavori sul mastodontico Hotel Ryugyong di Pyongyang, la creazione di un sistema di pagamento con il bancomat, la discussa presentazione di un tablet PC «costruito in Nord Corea» e infine anche il desiderio di far tornare nella Corea del Nord i transfughi fuggiti in Sud Corea. Tutti questi sintomi sembrano indicare che Kim Jong-un, che ha studiato per alcuni anni in Svizzera, e la moglie Ri Sol-ju, che alcuni dicono sia anche stata in Corea del Sud, stiano cercando di fare qualcosa per il loro paese, col fine di aprirlo forse, molto gradualmente e con estrema prudenza, al mondo occidentale.


Ispirato da vari siti web su Internet attorno al 28 novembre 2012, primo dei quali il sito del «DailyNK» da cui è tratta parte del testo e la fotografia.

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© Valerio Anselmo