È ora che si arrivi a un cambiamento
nei rapporti con la Corea del Nord


L

a presidente eletta Park Geun-hye ha promesso di essere un leader che unisce, con l’intento di unificare le differenze di ideologia, regione e generazione che sono profondamente radicate nella Corea del Sud. Per raggiungere questo scopo non dovrà solo lavorare con i propri sostenitori, ma anche con gli oppositori. Non sarà facile accontentare tutti e la Corea del Nord renderà ancor più difficile trovare le soluzioni adeguate.

Secondo la costituzione sudcoreana, la Corea del Nord fa parte del territorio sudcoreano. In altre parole, il Presidente sudcoreano è il presidente di tutta la penisola coreana. A meno che, o fino a quando, la questione dell’unificazione non sia esclusa dalla politica nazionale, l’unificazione rimarrà uno dei più grandi compiti storici e responsabilità di ogni governo coreano. Non è un problema che scompaia semplicemente per il fatto che non viene menzionato. Anche se il Nord Corea non fosse citato nei documenti ufficiali, ciò non significherebbe che cesserebbe di esistere. La Corea del Sud deve diventare attivamente coinvolta nel problema Nord Corea, trovare soluzioni ed eliminare l’incombente minaccia alla sicurezza.

Durante la campagna elettorale, Park ha promesso che avrebbe tenuto verso la Corea del Nord una politica più lungimirante di quella dell’amministrazione Lee Myung-bak. In particolare, ha detto che dei colloqui per ottenere delle scuse per gli eventi che hanno portato alle misure adottate il 24 maggio del 2010 sarebbe un’adeguata posizione di compromesso. I sudcoreani sono tutti d´accordo che le provocazioni nordcoreane non devono essere perdonate con leggerezza. La domanda è che cosa si possa fare per prevenire il loro ripetersi. Ovviamente, la miglior cosa è assicurarsi che la leadership nordcoreana si renda conto che è inutile impegnarsi in altre morti e distruzioni, e che l’unico modo per andare avanti è quello di vivere in pace con i loro fratelli sudcoreani. Per fare questo, la Corea del Sud deve innanzitutto far sì che la Corea del Nord si senta sicura, e il miglior modo per ottenere questo è quello di parlare con loro.

Anche se fosse solo per il bene dei mezzi di sussistenza che sono in gioco, la cooperazione con la Corea del Nord sarebbe importante. Se vuole attirare maggiori investimenti esteri per la propria economia, la Corea del Sud ha bisogno di evitare ulteriori provocazioni. L’importazione di risorse minerarie nordcoreane ha il potenziale di ridurre i costi. Le imprese di costruzione sudcoreane potrebbero lavorare sulle infrastrutture della Corea del Nord, e grazie a questo creare nuovi posti di lavoro. Ma tutti i piani di Park si rivelerebbero impossibili senza il consenso della Corea del Nord, e ciò rende il dialogo molto importante.

Il dialogo con il Nord richiede un cambiamento nel modo di pensare, ma richiede anche che si inneschi un cambiamento di paradigma. Un innesco del genere potrebbe essere quello di invitare una delegazione della Corea del Nord all’inaugurazione presidenziale del 25 febbraio del 2013. Il Nord Corea potrebbe anche essere in attesa di questa mossa da parte di Park, una donna che ha già incontrato lei stessa Kim Jong Il nel 2002. Se ciò dovesse accadere, l’odierno confronto ideologico nato da una sfiducia reciproca potrebbe essere in qualche modo attenuato e un periodo di unità fra le due Coree potrebbe, forse, avere la possibilità di iniziare.


Tratto da “Time to Trigger Some Changes”, pubblicato dal sito del quotidiano Daily NK, il 20 dicembre 2012. Riferimento:Daily NK

Torna all'inizio della pagina
© Valerio Anselmo