I documenti delle registrazioni storiche del periodo Chosŏn (dinastia Yi), cronache compilate dai funzionari governativi, rappresentano un fatto culturale eccezionale in quanto a completezza e ad accuratezza, tanto che due di questi testi, il Chosŏn Wangjo Sillok e il Sŭngjŏngwŏn Ilgi, sono stati inclusi fra le “memorie del mondo” dall'UNESCO. Durante il periodo Chosŏn (1392-1910) una varietà di registrazioni storiche complete furono compilate e immagazzinate per conservarle al sicuro. Fra queste, gli annali della dinastia Chosŏn, Chosŏn Wangjo Sillok ( Inizio di uno dei volumi dell'Ilsŏngnok, tesoro nazionale n. 153. I due sigilli (timbri) rossi sono, a destra, quello della biblioteca del governatorato generale della Corea durante il periodo dell'occupazione giapponese e, a sinistra, quello della biblioteca dell'università nazionale di Seul, dove l'opera è attualmente custodita L'ufficiale della marina francese Henry Joubert, che aveva invaso l'isola di Kanghwa-do nel 1866, annotava: “Ciò che deve essere notato qui con ammirazione e che ferisce il nostro orgoglio è che ogni casa, per quanto povera possa essere, possiede libri ovunque”. I coreani del periodo Chosŏn avevano sempre a che fare con i libri. Per tradizione si dava grande importanza alla conservazione delle registrazioni storiche, con il governo che giocava il ruolo principale. Per comprendere appieno il significato di tutto ciò oggi, è necessario esaminare le tradizioni storiche del periodo Chosŏn, quando la registrazione sistematica degli avvenimenti storici aveva così grande importanza. La registrazione storica del periodo Chosŏn che è più degna di nota è il Chosŏn Wangjo Sillok, una cronaca ufficiale della nazione, che copre 472 anni (1392-1863) della dinastia Yi, dal re T'aejo ( Gli annali venivano compilati dopo la morte di un re. Ciò è dovuto al fatto che, se fossero stati compilati durante il regno del re, i compilatori avrebbero dovuto subire pressioni politiche. Alla morte del re veniva creato un ufficio governativo temporaneo chiamato Sillokch'ŏng ( |
Gli annali completati erano poi posti in un deposito centrale per la conservazione delle registrazioni storiche e in altri depositi per documenti storici predisposti nelle regioni. Nei primi anni del periodo Chosŏn, oltre al deposito principale, gli annali erano conservati in depositi situati nei centri regionali, come Ch'ungju, Sŏngju e Chŏnju, ma si temeva sempre che questi potessero essere danneggiati da un incendio o da una guerra. In effetti, tale evenienza si verificò durante l'invasione giapponese del 1592, quando tutti gli annali furono distrutti, ad eccezione della copia conservata nel deposito di Chŏnju. L'unica copia degli annali rimasta scampò a stento alla distruzione.
Dopo la guerra, la questione della sicurezza degli annali venne discussa seriamente. Alcuni suggerirono che gli annali sarebbero stati più sicuri se fossero stati conservati in zone montuose. Di conseguenza, durante la seconda parte del periodo Chosŏn furono costruiti quattro depositi sui monti Odaesan ( Una pagina del Pibyŏnsa tŭngnok, registrazione La popolazione di Chosŏn sopportava volentieri gli inconvenienti a cui poteva andare incontro nella conservazione degli annali, e i funzionari incaricati di far asciugare le copie all'aperto consideravano questo dovere come un grande onore. Grazie a questa tradizione di scrupolosa conservazione delle copie delle registrazioni storiche, gli annali sono rimasti in condizioni perfette fino ad oggi. Attualmente in Corea vi sono due copie originali del Chosŏn Wangjo Sillok. In accordo con la tradizione che li voleva conservati separatamente, una delle copie è tenuta nel deposito degli Archivi governativi, mentre l'altra copia viene conservata al secondo piano del deposito dei tesori nazionali della biblioteca reale (Kyujang'gak) presso l'Università Nazionale di Seul. Dal momento che gli annali si basavano sulle registrazioni degli storiografi che erano costantemente vicino al re, sono principalmente una storia politica delle attività del re. Tuttavia, siccome nella compilazione degli annali venivano usate anche le registrazioni giornaliere dei vari uffici governativi, in essi vennero anche registrate dettagliatamente informazioni su disastri naturali, come allagamenti e siccità, e su eventi quali il diffondersi di un'epidemia o l'apparire di comete e meteore. |
In particolare, nel caso di allagamenti e di siccità, venivano registrate le perdite in vite umane e il numero di animali, quali buoi e cavalli, morti. È anche interessante il fatto che negli annali venissero annotate informazioni dettagliate sullo stile di vita della popolazione comune. Per esempio, nel T'aejong Sillok ( Con i cambiamenti nel potere politico nell'ultima parte del periodo Chosŏn, furono preparate edizioni revisionate degli annali reali. Così, a fronte del Sŏnjo Sillok (annali del re Sŏnjo), del Hyŏnjong Sillok (annali del re Hyŏnjong) e del Kyŏngjong Sillok (annali del re Kyŏngjong) si ebbero il Sŏnjo Sujŏng Sillok (annali revisionati del re Sŏnjo), il Hyŏnjong Kaesu Sillok (annali revisionati del re Hyŏnjong) e il Kyŏngjong Sujŏng Sillok (annali revisionati del re Kyŏngjong). A causa delle lotte fra le fazioni, Una pagina e una copertina del Sŭngjŏngwŏn Il Sŭngjŏngwŏn Ilgi (diario del segretariato reale) è una registrazione quotidiana dei documenti di ogni giorno e delle materie di cui si occupava il Segretariato reale (Sŭngjŏngwŏn), ufficio incaricato di promulgare gli ordini reali. Si pensa che il Sŭngjŏngwŏn Ilgi sia cominciato a partire dalla fondazione della dinastia, ma oggi ne restano solo 3243 volumi che coprono il periodo di 288 anni, che va dal 1623 al 1910. L'originale, scritto in caratteri cinesi corsivi, è conservato nella biblioteca reale Kyujang'gak presso l'Università nazionale di Seul. L'Istituto nazionale della storia coreana ne ha pubblicato un'edizione scritta in caratteri cinesi standard. Il Sŭngjŏngwŏn Ilgi può essere definito la più grande registrazione storica del mondo in quanto copre 288 anni consecutivi e comprende un incredibile numero di volumi (3243) con un totale di 240 milioni di caratteri cinesi. Riconosciuto per il suo valore veramente unico e per la sua eccellenza, il Sŭngjŏngwŏn Ilgi è stato designato tesoro nazionale n. 303 il 9 aprile 1999 ed è stato incluso nell'elenco delle opere Memorie del mondo dall'UNESCO nel settembre 2001. Tuttavia, nel corso del processo di valutazione dell'opera, il comitato consultivo internazionale ha sollevato dei dubbi sull'opportunità di includere il Sŭngjŏngwŏn Ilgi nell'elenco Memorie del mondo. I membri del comitato si son chiesti perché, con il Chosŏn Wangjo Sillok già compreso in quell'elenco, si dovesse designare anche il Sŭngjŏngwŏn Ilgi. Probabilmente ciò è dovuto al fatto che persone di nazioni diverse dalla Corea e che non possedevano registrazioni storiche di questo tipo non potevano capire perché uffici governativi diversi avessero compilato registrazioni storiche separate di avvenimenti accaduti nello stesso periodo. Ma le due cronache storiche sono state comunque accettate entrambe dalla commissione esaminatrice. Il fatto che due cronache nazionali coreane separate siano state inserite nell'elenco Memorie del mondo dell'UNESCO attesta l'eccellenza senza confronti delle registrazioni storiche coreane durante il periodo Chosŏn. |
Il Sŭngjŏngwŏn Ilgi era usato come fonte primaria per la compilazione degli annali ed essendo stato preparato dal Segretariato, che era l'ufficio governativo più vicino al re, porta registrati per esteso anche le più insignificanti azioni del re e i minimi dettagli politici. Durante il periodo Chosŏn si diceva che il ritratto del re dovesse manifestare a chi l'osservava non solo l'aspetto fisico, ma anche il suo spirito, cosicché era necessario che il pittore esercitasse il massimo degli sforzi per ottenere tale risultato. Similmente, dal momento che questa registrazione degli avvenimenti riguardanti il re era condotta dal Sŭngjŏngwŏn, che era l'ufficio governativo più A sinistra il Chungjong Sillok, a destra il Sŏnjo Sillok Una volta che gli annali erano stati completamente compilati e posti nei depositi, non potevano più essere consultati senza un motivo specifico. Per contro, tutte le volte che si doveva affrontare un'importante cerimonia o un problema di sicurezza nazionale o di carattere diplomatico, si faceva riferimento al precedente Sŭngjŏngwŏn Ilgi come guida. Anche se era un testo storico, il Sŭngjŏngwŏn Ilgi era sempre usato come fonte di riferimento per trattare i problemi politici del momento. Da questo punto di vista il Sŭngjŏngwŏn Ilgi e il Chosŏn Wangjo Sillok costituiscono un complemento l'uno dell'altro e sono più essenziali di qualunque altro materiale di riferimento quando si tratta di fare ricerche storiche riguardanti l'ultimo periodo della dinastia Yi. In particolare, le registrazioni dettagliate del tempo atmosferico sono utilissime per studiare l'astronomia e le condizioni del tempo di quell'epoca. Inoltre venivano registrati quotidianamente i nomi dei funzionari che avevano preparato le voci del diario, così come veniva segnato quando questi funzionari prendevano le vacanze o erano ammalati, cosa che indica quanta attenzione questo tipo di registrazione ponesse ai dettagli. La copia originale del Sŭngjŏngwŏn Ilgi è depositata nella biblioteca reale Kyujang'gak presso l'Università nazionale di Seul. È scritta in caratteri cinesi in calligrafia corsiva e di conseguenza è piuttosto difficile da leggere. Per superare questa difficoltà, a partire dal 1961 l'Istituto nazionale della storia coreana ha riscritto il Sŭngjŏngwŏn Ilgi in caratteri cinesi standard per una più facile leggibilità, oltre a lanciare un progetto di riproduzione. A partire dal 1994, poi, l'Istituto di ricerca sui classici coreani ha lavorato alla traduzione del Sŭngjŏngwŏn Ilgi in coreano moderno (scritto in alfabeto coreano), cominciando dal diario del periodo di regno del re Kojong. Quando la traduzione in coreano moderno sarà stata completata, costituirà una risorsa utilissima per lo studio della storia coreana. |
Per nulla inferiori al Chosŏn Wangjo Sillok e al Sŭngjŏngwŏn Ilgi, le cronache Ilsŏngnok e Pibyŏnsa tŭngnok sono esempi della completezza delle registrazioni storiche del periodo Chosŏn. Ilsŏngnok sono le “registrazioni del re scritte riflettendo sugli avvenimenti del giorno”. Registra in forma di diario varie questioni concernenti gli affari di stato per un periodo di 150 anni, dal 1760 al 1910. Fu iniziato nel 1760 quando il re Chŏngjo ( Il Sejong Sujŏng Sillok (annali revisionati del re Sejong) Il Pibyŏnsa tŭngnok registra i dettagli delle riunioni quotidiane del più elevato degli uffici governativi a partire dalla metà del periodo Chosŏn. È simile alle registrazioni delle riunioni del consiglio dei ministri di oggi. Le cronache Pibyŏnsa tŭngnok scritte prima dell'invasione giapponese del 1592 sono andate tutte perse. Ciò che resta copre i regni di undici re, per un periodo di circa 250 anni a partire dal 1617. Quando fu istituito il Pibyŏnsa, il problema del garantire la sicurezza nazionale era della massima importanza per questo ufficio governativo. In seguito all'invasione giapponese l'ufficio fu ampliato e rafforzato, diventando il più alto centro decisionale, che si occupava di difesa nazionale, di diplomazia e dell'intera amministrazione nazionale. Di conseguenza, il Pibyŏnsa tŭngnok registra in dettaglio le decisioni prese dalla più alta organizzazione dello stato ed è una valida fonte di riferimento per la comprensione dei più importanti problemi sociali ed economici del tempo. Fu designato tesoro nazionale n. 152 nel 1973. Il Pibyŏnsa tŭngnok era usato, assieme al Sŭngjŏngwŏn Ilgi e all'Ilsŏngnok, come fonte principale nella compilazione degli annali, dal momento che queste registrazioni storiche separate si completavano a vicenda. In quel periodo la gente aveva un profondo rispetto per la storia. I funzionari governativi registravano con accuratezza le azioni dei loro contemporanei, sia le decisioni del re che il comportamento delle masse, e tutto ciò per lasciare poi al giudizio delle generazioni future i resoconti veritieri dei fatti, così come si erano verificati. |
Tratto da “Korea's Unrivaled Recordkeeping Culture”, in Koreana, vol.16, n.3, autunno 2002. Testo originale di Shin Byung-ju, integrato con annotazioni da parte dell'autore del sito. Pubblicato con autorizzazione della Korea Foundation, che si riserva il copyright sull'intero contenuto della rivista. Riferimento: Koreana. |
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© Valerio Anselmo