Storia

Il periodo moderno


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La presenza dell'Italia durante la guerra di Corea
L'opera dell'ospedale della Croce Rossa Italiana durante la guerra di Corea.

La Croce Rossa Italiana nella guerra di Corea
Testo integrale della pubblicazione sull'ospedale italiano in Corea durante la guerra.

50º anniversario dell'Ospedale da campo 68
Commemorazione dei 50 anni dello sbarco in Corea dell'ospedale da campo della Croce Rossa Italiana nella Guerra di Corea.

Rensione del libro “Dall’Estremo Oriente all’Estremo Occidente”
Un libro importante sulla storia delle migrazioni cinesi, giapponesi e coreane negli Stati Uniti dal 1848 al 1924.

Ahn Jung-geun, combattente per la libertà
A cento anni dall’assassinio del governatore generale della Corea occupata dai giapponesi viene ricordato il patriota che sacrificò la propria vita per cercare di liberarla dal giogo nipponico.

Cent’anni fa l’annessione da parte del Giappone
Un secolo fa il Giappone costringeva la Corea a firmare un trattato di «annessione», che causò in seguito infinite sofferenze alla popolazione.

Ahn Chang-ho, famoso patriota
Biografia di un famoso patriota attivista coreano, molto famoso anche in California.

Dopo 62 anni tornano a casa i resti di 12 soldati sudcoreani
Per vie traverse sono tornati nella Corea del Sud, accolti con tutti gli onori, i resti di 12 soldati sudcoreani uccisi in Nord Corea durante la Guerra di Corea.

Yu Gwan-sun, una Giovanna d'Arco coreana
Yu Gwan-sun, morta in carcere a 17 anni, è ancora oggi ricordata come una martire pro-indipendenza della Corea nel periodo dell’occupazione giapponese.

"Donne di conforto", schiave coreane dei soldati giapponesi
Nel periodo della seconda guerra mondiale moltissime ragazze coreane furono rapite e costrette a "confortare" i soldati giapponesi che avanzavano in Cina e in Manciuria.


La fine della dinastia Yi

Verso la fine del diciannovesimo secolo la Corea divenne ancora una volta un'arena per le lotte di potere internazionali, nelle quali i principali contendenti erano il Giappone, la Cina e la Russia. Nel 1895 il Giappone vinceva una prima schermaglia contro la Cina e nel 1905 contro la Russia. Con l'eliminazione dei suoi principali rivali, il Giappone ebbe così modo di attuare i suoi progetti di colonizzazione della penisola, senza che alcuno dei paesi occidentali, Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Germania, cioè le grandi potenze coloniali di allora, facesse alcun tentativo per scoraggiare le ambizioni giapponesi.

Nel 1905 fu firmato un trattato di protettorato che concedeva i diritti diplomatici della Corea al Giappone e autorizzava un governatore generale giapponese a stabilirsi a Seul. Il re Kojong fu costretto nel 1907 ad abdicare in favore del proprio figlio. Il trattato di annessione fu firmato il 22 agosto 1910: l'annessione della Corea al Giappone era ormai un fatto compiuto.

Per un approfondimento, si veda Ultimi anni di Chosŏn

L'occupazione giapponese (1910-1945)


Donne coreane che manifestano nelle strade il 1º marzo 1919

Il Giappone nominò come governatori della Corea soltanto generali e ammiragli, i quali governarono il paese con metodi polizieschi. Molti patrioti coreani fuggirono all'estero in cerca di asilo politico, mentre quelli che restavano in patria attendevano l'opportunità di riconquistare l'indipendenza.

Il 1º marzo 1919 trentatre rappresentanti del popolo coreano firmavano la Dichiarazione di indipendenza, che era stata stilata e stampata in anticipo per poterla distribuire a tutto il paese, e inviarono una nota al governo giapponese nella quale si chiedeva la restaurazione della sovranità della Corea. I giapponesi risposero con brutalità e migliaia di dimostranti furono uccisi o arrestati e torturati.

Dopo l'apertura delle ostilità con la Cina nel 1937 e con gli Stati Uniti e la Gran Bretagna nel 1941, il Giappone accelerò il processo di repressione e di sfruttamento della Corea. Mobilitò giovani e studenti coreani nell'esercito giapponese e tentò di cancellare ogni traccia dello spirito nazionalista coreano, proibendo la pubblicazione di giornali e periodici in coreano e obbligando i coreani a prendere nomi giapponesi.

L'occupazione terminò soltanto con la disfatta delle forze imperiali giapponesi avvenuta nel 1945.

La divisione territoriale del paese

Le potenze alleate, Stati Uniti, Unione Sovietica, Regno Unito e Cina, nella dichiarazione del Cairo (27 novembre 1943) e in quella di Potsdam (26 luglio 1945) avevano promesso “una Corea libera e indipendente”. Ma la delusione dev'essere stata cocente per i coreani quando si resero conto che, nonostante queste affermazioni, il loro paese veniva diviso in due all'altezza del 38º parallelo e che i russi e gli americani si stabilivano nelle rispettive aree di occupazione, al nord e al sud. Ancora una volta veniva impedito ai coreani di governarsi da soli.

Fu istituita una commissione congiunta russo-americana che doveva trovare una formula per organizzare un governo provvisorio, in vista dell'istituzione di un “governo unificato e democratico” in tutta la Corea, ma non fu raggiunto un accordo. La questione coreana fu quindi portata davanti all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, la quale nel settembre del 1947 adottò un risoluzione che prevedeva l'organizzazione di elezioni generali in Corea in modo da assicurarne l'immediata indipendenza e riunificazione. Una Commissione temporanea delle Nazioni Unite per la Corea doveva preparare e controllare le elezioni, ma i russi boicottarono l'ingresso dei membri della commissione in Nord Corea.

La fondazione della Repubblica di Corea

Le elezioni sotto la supervisione delle Nazioni Unite furono quindi tenute nella sola Corea del Sud il 10 maggio 1948. Fu creata la prima costituzione della Repubblica di Corea e il primo presidente, Syngman Rhee (Yi Sŭng-man), assunse i poteri il 15 agosto 1948. Il 12 dicembre 1948 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite riconosceva il governo della Repubblica di Corea, e in seguito Stati Uniti, Gran Bretagna, Repubblica di Cina, Francia, Filippine e altre nazioni estesero il loro riconoscimento formale alla nuova Repubblica.

Quasi contemporaneamente nel Nord si stabiliva al potere un regime comunista con a capo Kim Il-sung. La Repubblica Democratica Popolare di Corea veniva proclamata ufficialmente il 9 settembre del 1948, con Pyongyang come capitale.


Una donna sudcoreana piange mentre cerca di identificare i parenti fra le vittime dalla guerra

La guerra di Corea

Il 25 giugno 1950 scoppiava la guerra di Corea, una guerra fratricida in cui da una parte vi erano truppe delle Nazioni Unite a sostegno della Repubblica di Corea e dall’altra truppe cinesi a sostegno della Repubblica Democratica Popolare di Corea.

Dopo varie vicende, in cui le truppe dell’una e dell’altra parte occupavano alternativamente quasi l’intero territorio, le due parti giunsero a una situazione di stallo vicino al 38º parallelo. Un accordo di cessate il fuoco firmato il 27 luglio del 1953 pose fine ai combattimenti.

Nei tre anni di guerra l’intero territorio era stato distrutto e l’economia coreana era in condizioni disastrose. Milioni di persone erano rimaste senza casa e separate dai loro familiari.

Ma la guerra aveva anche lasciato negli animi ferite ben più profonde. Le sofferenze della popolazione e i milioni di morti non venivano dimenticati e la penisola risultava sempre più divisa.


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© Valerio Anselmo