I gruppi xenofobi coreani diventano più attivi

La Corea comincia a sperimentare alcuni dei problemi che abbiamo qui in Italia con gli immigrati, anche se in Corea, data la posizione geografica, il numero dei lavoratori stranieri che entrano nel paese è decisamente inferiore al numero degli immigrati presenti nel nostro paese. Nel 2010 in Corea vi erano un totale di 1,26 milioni di stranieri, il che significa poco più del 2% della popolazione. Ma per i coreani il 2% viene considerato già troppo. Il multiculturalismo, visto inizialmente come un fattore positivo, comincia ad essere ora considerato un fattore negativo e potenzialmente pericoloso.


«I

nostri cittadini sono costretti a competere con i lavoratori immigrati per lavori poco retribuiti. Che cosa sta facendo il governo per proteggere i nostri interessi?»

«Manteniamo il lavoro per noi e non diamolo ai lavoratori stranieri! Diciamogli semplicemente di tornarsene al loro paese.»


Un cartello molto esplicito esposto sulla vetrina di un negozio nel 2005. Oggi cartelli anti-americani come questo non se ne vedono più in giro.

Messaggi di questo tenore compaiono nel sito web di un gruppo civico anti-stranieri con base a Seul, che ha oltre 5.000 membri. Il gruppo chiede che il governo riscriva le leggi per impedire alle aziende coreane di assumere lavoratori immigrati fino a quando il paese non abbia raggiunto un reddito pro capite di 25.000 dollari e per impedire i matrimoni fra donne coreane e quei lavoratori stranieri che provengono da nazioni povere.

La strage perpetrata dall’estremista norvegese anti-islamico Breivik che ha ucciso 76 persone ha scatenato paure di possibili assalti sui lavoratori immigrati nel paese.

La cosa che preoccupa il governo è che molti membri di questi gruppi xenofobi coreani sembrano condividere le idee dell’estremista norvegese. Uno di questi scrive: «Anche in Corea ci sono pseudo gruppi per i diritti umani e troppi politici che cercano di proteggere gli immigrati e ingannano la popolazione. Dobbiamo agire contro di loro e mantenere intatti i nostri valori tradizionali.»

Kim Ki-don, del Centro coreano dei diritti umani degli immigrati dice che ora più che mai il loro centro riceve telefonate minacciose da parte di questi gruppi di estremisti, che si stanno organizzando e pubblicano nei loro siti web messaggi contro gli immigrati, diffondendo notizie sui crimini commessi dagli stranieri residenti nel paese.

Alcuni di questi gruppi hanno creato un centro per ricevere rapporti sui lavoratori stranieri che si fermano nel paese anche quando il loro permesso di soggiorno è scaduto e chiedono di applicare un giro di vite più stretto sui crimini commessi dagli immigrati.

Di recente i gruppi xenofobi hanno protestato perché è stato presentato in parlamento un progetto di legge inteso ad offrire più opportunità di istruzione ai bambini delle famiglie multiculturali e a migliorare le condizioni di vita degli immigrati.

Il prof. Han Kyung-koo dell’Università nazionale di Seul ha detto che la xenofobia potrebbe diventare un grave problema sociale in Corea, come lo è in altri paesi del mondo, e suggerisce di sviluppare più programmi per aiutare gli immigrati ad integrarsi nella cultura della Corea e a contribuire allo sviluppo della società coreana.


Tratto da un articolo pubblicato il 26 luglio 2011 sul Korea Times. La fotografia invece risale al 2005.

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© Valerio Anselmo